Mi trasferisco. Ho deciso di spostare nuovamante il mio blog su hosting WordPress. D’ora in poi i discorsi su a qualcosa di differente si sposteranno su Il Differenziale.
A presto.
Mi trasferisco. Ho deciso di spostare nuovamante il mio blog su hosting WordPress. D’ora in poi i discorsi su a qualcosa di differente si sposteranno su Il Differenziale.
A presto.
Scusate il flusso di coscienza, ma questo è sempre un blog personale.
Allora, di certezze non ce ne sono e questa nemmeno è una certezza, per rendere fede a quello che ho appena affermato. Insomma, se ci guardiamo un attimo attorno ci troviamo a volte addormentati in una specie di limbo, un luogo in cui tutto ciò che possiamo sognare viene distorto più dalla nostra volontà di vedere che dalla nostra capacità di riconoscere ciò che vediamo. E spesso si tratta di semplici sogni, privi quindi di nessuna forma, ma immaginati dalla nostra mente; sì, forza, sto parlando di un effetto ottico di un effetto mentale.
L’illusione di un’illusione.Â
Siamo, lì, dormienti. Dormiamo. Dormiamo e non ci svegliamo, Non vogliamo svegliarci. Poi arriva qualcuno, ci versa una bel secchio di acqua fredda, gelata sulla faccia, ci da una pedata e ci dice: “Hey, la finiamo di dormire? di sognare? vogliamo alzarci ed iniziare la giornata?”.
Ecco, proprio in quel momento ci si alza. Ci si volta verso il letto. Ci si allontana dal letto, dal giaciglio. Si guarda il giaciglio. Fradici di acqua fredda.
Ora siamo svegli. Alla grande.
Ed inizia la giornata.
Dopo aver provato per circa una settimana il nuovo iPhone 3G di Apple, posso trarre brevemente tre considerazioni, le più lampanti, almeno fino ad ora.
 Mi aspettavo meno sbavature per un lancio così importante.
Non so se si tratti di un vero e proprio bug ma, secondo quanto da me testato, l’iPhone 3G potrebbe soffrire di un piccolo difetto. Quale? provate ad andare nel menù “suoni” ed impostare il volume della suoneria al massimo (oppure al minimo).
Ora spegnete l’iPhone, riaccendetelo e provate a tornare nel menù suoneria per controllare il livello del volume. Nel mio caso, in seguito allo spegnimento, l’iPhone di “dimentica” sempre l’impostazione del volume, riportandolo allo stato di default, nel mio caso circa metà della barra.
Con il risultato che, ogni volta che spengo il cellulare, alla sua riaccensione devo nuovamente regolare il livello sonoro della suoneria. Niente di grave, ma sicuramente una scocciatura.
Qualcun altro ha forse notato lo stesso difetto?
Ieri sera il negozio TIM in galleria Vittorio Emanuele a Milano ha effettuato un’apertura straordinaria per il debutto dell’iPhone sul mercato italiano.
La coda davanti al negozio si estendeva per diversi metri; il problema non è stato tanto il numero di persone, ma la lentezza esasperante degli addetti TIM nello sbrigare le pratiche, ovviamente non per colpa degli addetti stessi, ma per la laboriosità del processo di assegnazione del telefono, intricato dalle solite burocrazie cartacee che iniziano davvero ad avere un retrogusto di vecchiume.
Il risultato è che alcune persone entravano nel negozio e restavano in attesa per 30-45 minuti, anche un’ora, con alcuni fogli compilati in mano, vagano come anime in pena all’inetro del punto vendita; passava un’etenrintà prima di poter davvero uscire con il cellulare in mano.
Una procedura di attivazione più semplice avrebbe giovato a tutti, non solo in questo caso straordiario, ma anche per le future giornate ordinarie.

Proprio qualche giorno fa ho avuto la neccessità di inizializzare il disco rigido del mio iMac, dopo 3 anni di incessanti servigi.
Appena inizializzato ed installato nuovamente Mac OS X Leopard, il sistama mi ha chiesto se volevo trasferire i dati da un back up di Time Machine. Prontamente ho collegato il mio disco di back up adibito a Time Machine e, in pochi minuti, tutti i file erano ripristinati esattamente come prima sul mio Mac.
Tutto con semplicità d’uso e senza alcun intoppo.
Sicuramente Time Machine vale da solo l’acquisto di Leopard, il software ideale per mantenere al sicuro tutti i proprio dati, magari accumulati nel corso di anni.
E’ curioso osservare ora questa (a mio avviso bellissima) immagine di Marilyn Monroe e pensare come, oggi, un’immagine di questo genere sarebbe forse passata totalmente inosservata e/o inaccettabile per gli odierni canoni di bellezza.
Quella pancetta sul bassoventre, le braccia quasi tozze e le cosce poco tornite: ai giorni nostri tali “difetti” sarebbero stati dettagli sicuramente fotoritoccati; e non penso di dire una castroneria ipotizzando che – forse – una come Marilyn Monroe, ormai riconosciuta come una delle più rappresentative icona di bellezza di sempre, nel 2008 sarebbe passata magari inosservata.
Segno di quanto i canoni di bellezza siano mutevoli e non universali, ma dipendenti dal contesto culturale nel quale vengono codificati.
Dopo un po’ di settimana di attesa, eccomi ritornato a scrivere su queste pagine… più che altro per testare la compatibilità fra Safari e la nuova piattaforma di WordPress. Fino a qualche mese fa il browser di Apple non mostrava piena compatibilità con WordPress… vediamo se dopo aver schiacciato il tasto “pubblica” funzionerà tutto come previsto. Â
[update] Pare proprio di sì!
Non ci siamo. La Locanda del Gallo Storto di Masserano (provincia di Biella) è stata una delusione. Il locale si trova nel borgo storico del paese e si presenta come un locale accogliente, con un ambiente caldo e ospitale, così come la proprietaria. Peccato che quanto proposto a tavola lasci a desiderare.
Nessuna scelta, menù fisso senza alternative; alcuni antipastini per cominciare, fra cui peperoni sott’olio con alici, lardo di Arnad con miele, melanzane sott’olio, vitello tonnato, lingua in verde, carpaccio di zucchine con parmigiano e pepe rosa e frittatina con verdure.
Tutto di discreta fattura, ma nulla di particolarmente esaltante. Di primo arrivano dei ravioli di magro, ricotta e spinaci, forse la parte migliore della cena (+1).
Pessimo invece il secondo, ovvero uno dei peggiori fritti misti alla piemontese che abbia mai mangiato: privo di dolci e frutta, il piatto si compone solamente di verdure in pastella (per nulla entusiasmanti), cotolette impanate a qualche pezzo di semolino dolce (-1). Nulla a che vedere con il vero fritto misto alla piemontese: capisco che non tutti possano preparare le 26 portate previste, ma nemmeno una così sbiadita imitazione (-1).
Il dolce… un sorbetto alla frutta, reperibile in qualunque bar (-1); infine l’acqua naturale, servita in una brocca, sembrava più acqua del rubinetto (-1).
Il tutto alla “modica” cifra di 54 euro, un’esagerazione visto quanto servitoci (-1).
Giudizio sintetico: spiccano solo i ravioli; il resto da dimenticare, visto soprattutto il prezzo fuori controllo (+1; -5).
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