Prova Safari e WordPress

Posted Maggio 11, 2008 by Riccardo Campaci
Categories: Internet, tecnologia

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Dopo un po’ di settimana di attesa, eccomi ritornato a scrivere su queste pagine… più che altro per testare la compatibilità fra Safari e la nuova piattaforma di WordPress. Fino a qualche mese fa il browser di Apple non mostrava piena compatibilità con WordPress… vediamo se dopo aver schiacciato il tasto “pubblica” funzionerà tutto come previsto.  

[update] Pare proprio di sì!

Locanda del Gallo Storto: tutto è storto, non solo il gallo

Posted Marzo 1, 2008 by Riccardo Campaci
Categories: Gastronomia

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Non ci siamo. La Locanda del Gallo Storto di Masserano (provincia di Biella) è stata una delusione. Il locale si trova nel borgo storico del paese e si presenta come un locale accogliente, con un ambiente caldo e ospitale, così come la proprietaria. Peccato che quanto proposto a tavola lasci a desiderare.

Nessuna scelta, menù fisso senza alternative; alcuni antipastini per cominciare, fra cui peperoni sott’olio con alici, lardo di Arnad con miele, melanzane sott’olio, vitello tonnato, lingua in verde, carpaccio di zucchine con parmigiano e pepe rosa e frittatina con verdure.
Tutto di discreta fattura, ma nulla di particolarmente esaltante. Di primo arrivano dei ravioli di magro, ricotta e spinaci, forse la parte migliore della cena (+1).

Pessimo invece il secondo, ovvero uno dei peggiori fritti misti alla piemontese che abbia mai mangiato: privo di dolci e frutta, il piatto si compone solamente di verdure in pastella (per nulla entusiasmanti), cotolette impanate a qualche pezzo di semolino dolce (-1). Nulla a che vedere con il vero fritto misto alla piemontese: capisco che non tutti possano preparare le 26 portate previste, ma nemmeno una così sbiadita imitazione (-1).

Il dolce… un sorbetto alla frutta, reperibile in qualunque bar (-1); infine l’acqua naturale, servita in una brocca, sembrava più acqua del rubinetto (-1).
Il tutto alla “modica” cifra di 54 euro, un’esagerazione visto quanto servitoci (-1).

Giudizio sintetico: spiccano solo i ravioli; il resto da dimenticare, visto soprattutto il prezzo fuori controllo (+1; -5).

Al Sorriso di Soriso: un sorriso un po’ “forzato”

Posted Febbraio 24, 2008 by Riccardo Campaci
Categories: Gastronomia

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Dopo anni di domande “come sarà questo Sorriso, tanto osannato dalla guida Michelin?” decido finalmente di provare questo tre stelle, il primo della mia vita gastronomica.

Un locale sontuoso (+1) (sperduto in una zona davvero poco intrigante) accoglie i visitatori; spazi ristretti e accoglienti, con una sala elegante e luminosa ci attendono per la cena (+1).

Non voglio soffermarmi particolarmente sui piatti (ho scelto un menù classico) che giudico eccellenti , eccezion fatta per il dessert, lo sformatino caldo al gianduia , soffice di cioccolato , con gelatina alla cannella: dolce mediocre e poco appagante (-1). Diversamente, antipasto (+1), primo (+1) e secondo (+1) erano piatti ottimi e di gran classe, per non parlare del possente carrello di formaggi, rigorosamente piemontesi (+1).

L’aspetto però che più mi ha colpito è il rapporto qualità/prezzo, a mio parere molto basso.
Mi spiego: nelle mia esperienza gastronomiche posso annoverare altri ottimi ristoranti come Pinocchio di Borgomanero, Villa Crespi sul Lago d’Orta, Cracco-Peck a Milano o la Locanda nel Borgo Antico a Barolo.

Tutti ristoranti in cui ho mangiato divinamente, probabilmente come o meglio di quanto abbia mangiato al Sorriso, ma in cui ho pagato meno. Un differenza circa di 50 euro, cifra che a mio parere non è assolutamente giustificata da alcun valore aggiunto concreto.

Diversamente da quanto sostenuto dai gourmand di Michelin, il gioco non vale la candela; o, in ogni caso, non considero giustificata le tre stelle se paragonate ad altre tavole (come quelle sopra citate) meno “stellate”, ma a mio parere altrettanto o addirittura più meritevoli di quanto sia il Sorriso.

Altri aspetti poco soddisfacente:

  • nei citati locali l’aperitivo ci è stato gentilmente offerto; al Sorriso è stato pagato profumatamente (9 euro) (-1).
  • I risotti erano “minino per 2 persone”, cosa che mi aspetto da una pizzeria di serie B, non da uno dei ristoranti più blasonati d’Italia (-1).

Sono piccolezze, ma piccolezze che saltano subito all’occhio se riscontrate in un locale in cui, nel prezzo del menù (circa 150 euro), sarebbe più logico includere almeno aperitivo, caffè e acqua. Insomma, per un posto di questo livello si tratta a mio parere di pericolose cadute di stile (-1).

Giudizio sintetico: cibo ottimo (escluso dolce), locale elegante ma prezzo assolutamente non giustificato, soprattutto se paragonato a quanto offre la concorrenza, certamente non da meno dal punto di vista culinario e decisamente più onesta da quello economico (+6; -4) .

E sono 30

Posted Febbraio 16, 2008 by Riccardo Campaci
Categories: filosofia

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Dopo trent’anni, mi volgo indietro e mi chiedo: e se mi fossi perso?

Lee Siegel contro Internet; intervista al Wall Street Journal

Posted Gennaio 27, 2008 by Riccardo Campaci
Categories: Internet, Società

Nuovo attacco al web e alle sue manifestazioni odierne: questa volta i fendenti sono portati dallo scrittore americano Lee Siebel, di cui fino a qualche minuto fa ignoravo l’esistenza, nel suo libro Against the Machine: Being Human in the Age of the Electronic Mob.

Siegel è stato più volte al centro di polemiche contro la blogosfer, arrivando addirittura a coniare il termine “blogofascism”, che indicherebbe la tendenza ad usare i blog per attaccare e insultare i propri avversari impunemente.

Tramite Mashable! trovo questa interessante intervista a Siegel, dove - per quanto si possa o no essere d’accordo con l’autore - i concetti espressi fanno certamente riflettere.

Secondo Siegel, l’interazione online è “con fantasmi”, non sono vere interazioni ma solo “connected points of isolation”, punti di connessione isolata.

Interessantissima poi la distinzione fra “cultura popolare” e “cultura della popolarità”: per lo scrittore un tempo la cultura popolare portava le persone a scoprire ciò che a loro piaceva; oggi, con Internet, la cultura della popolarità porta le persone a scoprire quello che piace a tutti, ciò che è più popolare.

La gente parla e discute di ciò che parlano e discutono gli altri: è un gigantesco passaparola all’interno del quale nessuno più pensa per conto suo ma si limita a commentare o a riportare concetti altrui, che godono di più popolarità.

Questo aspetto sarebbe inestricabilmete legato alla necessità di essere il più letti e popolari possibili, in modo da sapersi pubblicizzare al meglio e guadagnare così dai vari “click” o dalle svariate volte in cui i propri articolo vengono letti.
Gli autore tenderebbero a scrivere di eventi o accadimenti solo per essere sulla cresta dell’onda e, potenzialmente, il più pubblicizzati possible.

Una tendenza che porterebbe al cultura ad essere sempre più commerciale, in cui la filosofia del Web, soprattutto del Web 2.0, tendente alla partecipazione e alla creazione di contenuti, lascia il posto ad una tendenza a voler solamente essere popolari, per trarne guadagno.

Fondamentalmente il concetto espresso da Siegel è che Internet è un prodotto eccessivamente figlio dell’economia e che andrebbe maggiormanete controllato affichè possa diventare qualcosa di più di un mero strumento per far soldi, ma un mezzo per costruire vere relazioni.

Per chi fosse interessato, ecco l’intervista presso il Wall Street Journal.

Cosa sono, tecnicamente, le stronzate?

Posted Gennaio 20, 2008 by Riccardo Campaci
Categories: Società, filosofia

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Tempo fa comprai un libro del filosofo Harry G. Frankfurt, intitolato Stronzate, Un saggio filosofico. Nonostante il titolo possa sembrare triviale, si tratta di un libello che opera un’interessante disamina sul significato del termine ’stronzate’, ciò che si intede e ciò che si vuole intendere quando tacciamo qualcosa come una stronzata.

Voglio riportare quello che, secondo me, è il passo più significativo, che identifica esattamente la natura delle stronzate:

Le stronzate sono inevitabili ogni volta che le circostanze obbligano qualcuno a parlare senza sapere di cosa si sta parlando. Pertanto la produzione di stronzate è stimolata ogniqualvolta gli obblighi e le opportunità di parlare di un certo argomento eccedono le conoscenze che il parlante ha dei fatti rilevanti attorno a quell’argomento. Questa discrepanza è comune nella vita pubblica in cui le persone sono spesso spinte - vuoi dalle proprie inclinazioni, vuoi dalle richieste altrui - a parlare in lungo e in largo di materie nelle quali sono, in grado maggiore o minore, ignoranti. Questioni strettamente correlate emergono dalla diffusa convinzione che in una democrazia ogni cittadino debba avere un’opinione su tutto, o almeno su tutto ciò che attiene alla gestione delle cosa pubblica della propria nazione.

Appunto: le stronzate nascono dalla ormai troppo diffusa tendenza a dovere (o volere) avere un’opinione su qualunque cosa, sebbene non si abbia sufficiente conoscenza per potersela permettere.

MacBook Air, un portatile “dipendente”

Posted Gennaio 20, 2008 by Riccardo Campaci
Categories: tecnologia

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MacBook Air

L’opinione di Antonio sul MacBook Air credo sia identica alla mia. Si tratta di un computer “dipendendente”; va visto all’interno di un ambiente e di un contesto ben precisi (wireless), costruiti su misura, per sfruttare le sue funzionalità.
Contesto stesso presentato da Jobs al Macworld 2008.
Ancor più evidentemente, per chi possiede già un PC o un Mac, costituisce un ottimo “secondo computer”.

E’ il tentativo di occupare una nuova fascia di mercato, differente da quella dei professionisti che vogliono un portatile potente e in grado di sostituire un desktop (MacBook Pro), e da quella dei consumer, che cercano una soluzione più economica ma poco dispoendiosa (MacBook).

Infine è un prodotto orientato più al futuro che al presente, e questo potrebbe essere un difetto, visto che Apple si aspetta di venderlo nel presente, non nel futuro.

Due soli fastidi.
Il primo è la presenza di una sola porta USB; almeno due sarebbe stata una scelta più saggia.
Il secondo è il prezzo, che trovo francamente un po’ eccessivo. Il prezzo giusto potrebbe essere sui 1500 euro, ma forse anche da questo punto di vista Apple ha voluto proporre un’offerta che non andasse a sovrapporsi a quella dei MacBook e dei MacBook Pro.
Ovviamente tralasciando la versione con SSD e processore più veloce, un vero salasso.

Magari un HD da 160 Gb (come quello dell’iPod classic) non sarebbe stato male, almeno come opzione.
Intanto ci faccio un pensierino…

“La vita è meravigliosa” di Frank Capra

Posted Dicembre 26, 2007 by Riccardo Campaci
Categories: cinema

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la vita è meravigliosa

La vita è meravigliosa è un bellissimo film di Frank Capra, “favola” di Natale per eccellenza, ma anche racconto che fa riflettere su quello che la vita può serbare, in ogni momento e in ogni luogo, e sui significati che possiamo dare agli avvenimenti.

Consiglio la visione proprio in questo periodo Natalizio, per poterne apprezzare a ncor di più l’atmosfera.

Apple fa chiudere Think Secret

Posted Dicembre 20, 2007 by Riccardo Campaci
Categories: informazione

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Think secret
Per aver rivelato il Mac Mini prima dell’uscita, il blog Think Secret è stato portato in tribunale da Apple, che richiedeva di alzare il velo sulla fonte che avrebbe fornito l’indiscrezione al sito.

Ora le due parti hanno raggiunto un accordo: Think Secret non rivelerà l’identità della sua “gola profonda”, ma deve chiudere.

Una buona notizia per Nick Ciarelli, publisher del blog, ma pessima per i blogger, che ora dovranno stare sicuramente più attenti nel rivelare i loro scoop.

Un tranquillo venerdì alle Poste Italiane

Posted Dicembre 17, 2007 by Riccardo Campaci
Categories: Ridicolo

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Fantastici gli uffici postali italiani.

E’ sempre un piacere passare tre quarti d’ora in coda presso le Poste Italiane per spedire una raccomandata.

Ufficio Postale Poste Italiane

Ricordate di portare sempre con voi il codice fiscale.